Come insegnante di scuola Primaria sono consapevole che l'educazione nella vita reale utilizza principalmente il rapporto insegnante-alunno unilaterale, mentre la rete sociale richiede l'uso di tecniche di apprendimento sociale.
Durante il mio prercorso di insegnante, ma anche di studentessa (non più giovane, ma non si finisce ma di imparare), ho sempre sentito parlare di Second Life, specialmente nel gruppo ANITEL, ma la pigrizia e gli impegni di lavoro hanno sempre prevalso sulla curiosità.
Poi ad un certo punto è arrivato il progetto MUVENATION e la curiosità ha vinto sulla pigrizia e sui tanti impegni di lavoro.L’obiettivo principale di tale progetto è quello di sviluppare nuove competenze negli insegnanti al fine di incrementare la motivazione nei propri studenti.
Ritengo che sia fondamentale, in ogni campo, e specialmente in quello educativo, proiettarsi sempre oltre i tempi e i mezzi, puntare sempre oltre.
Il contesto della mia esperienza di "successo" è stato quello di alcuni workshop a cui ho partecipato Il mio compito era, ed è tuttora, quello di osservare ed imparare più cose possibile, interagendo e divertendomi.
Sono molto favorevole ad una didattica divertente,che coinvolga tutti gli studenti che a volte vedono le materie come dei mattoni pesanti. E' importante trasmettere ciò che sappiamo, ma non nel vecchio modo nozionistico. Ho letto da qualche parte, sulla rete: Se noi gli trasmettiamo energia, loro restituiranno energia... e non noia, stancezza e sfiducia.
Le mie difficoltà iniziali, in questo nuovo mondo, sono state tante e ci sono ancora, ma quello che più mi ha sorpreso è che Second life mi ha reso più sicura e capace di esprimermi diversamente. Mi ha dato energia per restituirla ai miei alunni
Per adempiere al mio compito, ho cercato di farmi forza e di essere disinvolta. Ho seguito attentamente tutte le istruzioni e in caso di difficoltà ho sempre trovato qualcuno pronto ad aiutarmi. Anche perchè il "sapere", il “conoscere” e il “riconoscere” le proprie difficoltà non provocano limiti, ma i limiti ci sono quando ci sono delle prevenzioni e preconcetti che dipendono da atteggiamenti personali, che ognuno di noi può superare.
L’interazione è stata assicurata dall'accettazione dello spazio virtuale come "luogo di aggregazione", non una simulazione del mondo, ma un elemento reale che vi fa parte.
"La cooperazione di gruppo, mediante la quale ciascuno perviene a condividere significati, pertinenza e importanza concettuali, favorisce l'emergere della comprensione, anche se alcuni membri del gruppo non sono ancora capaci di piena partecipazione. L'esteriorizzazione del pensiero sotto forma di dialogo consente ai principianti di apprendere dal contributo dei più esperti."
L. Brown, " I progressi dell'apprendimento", 1996
La mia esperienza può essere sintetizzata con una sola parola "collaborazione"
Parola che, oggi, manca nella scuola, e il desiderio di farepurtroppo è interpretato come competizione.
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